Cloro nell'acqua del rubinetto: fa davvero male? Come eliminarlo
Il cloro è aggiunto all'acqua potabile per distruggere la carica batterica e mantenerla sicura durante il tragitto dalle centrali di trattamento ai rubinetti. Questo è positivo. Il problema sono i sottoprodotti — i trialometani (THM) — che si formano quando il cloro reagisce con la materia organica. Ecco cosa sapere.
Risposta rapida
Il cloro nell'acqua italiana (0,05–0,3 mg/L) non è di per sé pericoloso. Il problema sono i trialometani (THM), sottoprodotti cancerogeni che si formano quando il cloro reagisce con la materia organica. Il carbone attivo elimina il cloro libero efficacemente (>99%). Solo se il tuo acquedotto usa clorammine, cosa poco diffusa in Italia, serve carbone catalitico o osmosi inversa.
Concentrazioni tipiche di cloro nell'acqua (mg/L)
L'acqua del rubinetto italiano ha concentrazioni di cloro da 17 a 100 volte inferiori alla piscina.
1. Perché si aggiunge cloro all'acqua potabile
La clorazione dell'acqua potabile è una delle più grandi conquiste di salute pubblica del '900. Prima della diffusione della disinfezione con cloro (primi anni del Novecento), colera, febbre tifoide e dissenteria erano epidemie comuni nelle città italiane.
Il cloro svolge due funzioni: disinfezione primaria (uccide batteri, virus e protozoi nella centrale di trattamento) e cloro residuo (mantiene l'acqua sicura durante il trasporto nella rete idrica fino al rubinetto). La quantità di cloro aggiunta è calibrata per lasciare al rubinetto una concentrazione residua sufficiente a proteggere l'acqua lungo la rete.
In Italia, la concentrazione tipica al rubinetto oscilla tra 0,05 mg/L (città con rete corta o acqua di ottima qualità) e 0,3 mg/L (città con rete lunga o acqua con più carica organica). Il D.Lgs. 18/2023 indica 0,2 mg/L come valore consigliato al rubinetto, e la linea guida OMS fissa il massimo a 5 mg/L. Alcune città stanno ben sotto: a Milano, secondo i dati MM, il cloro residuo è inferiore a 0,01 mg/L.
2. I trialometani (THM): il vero problema
Il cloro stesso ai livelli presenti nell'acqua potabile non è considerato un rischio per la salute. Il problema sono i suoi sottoprodotti di disinfezione — in particolare i trialometani (THM). I THM si formano quando il cloro reagisce con la materia organica naturale presente nell'acqua (acidi umici e fulvici, derivati dalla decomposizione di vegetali).
I quattro THM principali sono: cloroformio (CHCl₃), bromodiclorometano, dibromoclorometano e bromoformio. Il cloroformio è il più abbondante e l'IARC lo ha classificato come possibile cancerogeno (Gruppo 2B).
Limiti normativi per i THM (trialometani totali)
L'Italia ha uno dei limiti più severi per i THM, e gli acquedotti sono tenuti a rispettarlo. Tuttavia, alcune reti — specialmente nel sud dove l'acqua ha maggior contenuto organico e percorre distanze maggiori — possono avvicinarsi a valori più elevati nei mesi estivi, quando la temperatura alta accelera la formazione dei sottoprodotti.
3. Cloro libero e clorammine: cosa usa il tuo acquedotto
Alcuni acquedotti, soprattutto all'estero (per esempio in molte città degli Stati Uniti), usano le clorammine (combinazione di cloro e ammoniaca) come disinfettante residuo: formano meno THM e sono più stabili nelle reti lunghe. In Italia la disinfezione più diffusa è invece con ipoclorito di sodio o biossido di cloro. Anche a Roma, dove si sente spesso parlare di clorammine, le schede di qualità di ACEA Ato 2 indicano la disinfezione con ipoclorito di sodio, con un cloro residuo libero di circa 0,16 mg/L.
Se il tuo acquedotto usa clorammine: il carbone attivo normale non basta
Il carbone attivo tradizionale rimuove efficacemente il cloro libero, ma non le clorammine. Per rimuovere le clorammine con carbone attivo è necessario carbone catalitico (Catalytic Activated Carbon / Centaur), oppure un sistema a osmosi inversa che include sempre questo stadio. Per sapere quale disinfettante usa il tuo acquedotto, consulta le schede di qualità pubblicate dal gestore.
4. Perché alcune acque sanno di cloro e altre no
L'odore di cloro dell'acqua non dipende solo dalla quantità di cloro libero, ma soprattutto dalla formazione di clorammine organiche — composti che si formano quando il cloro residuo reagisce con micro-contaminanti organici. Questi composti hanno una soglia olfattiva molto bassa (si avvertono anche a 0,02 mg/L) e danno l'odore tipico di "piscina".
Acque che percorrono reti molto lunghe o che arrivano dopo serbatoi di stoccaggio tendono ad avere odori più marcati anche a parità di concentrazione di cloro, perché il tempo di contatto aumenta le reazioni chimiche secondarie.
5. Come eliminare il cloro dall'acqua di casa
| Metodo | Cloro libero | Clorammine | THM |
|---|---|---|---|
| Carbone attivo granulare (GAC) | >99% | Scarsa | Parziale |
| Carbone catalitico (Centaur) | >99% | >95% | Parziale |
| Osmosi inversa (con carbone pre-filtro) | >99% | >95% | >90% |
| Bollitura | Alta | Parziale | Aumenta |
| Lasciare riposare (degasazione) | ~50-80% | No | No |
Per la sola problematica cloro/odore, un buon filtro a carbone attivo sottopiano è sufficiente e ha costi molto contenuti (filtro da 50–150€, sostituzione cartucce ogni 6 mesi). Se invece vuoi una filtrazione completa che rimuova anche THM, microplastiche, nitrati e altri contaminanti, un sistema a osmosi inversa è la scelta più completa.
Domande frequenti
L'acqua di Roma ha le clorammine?
Lasciare l'acqua riposare in caraffa elimina il cloro?
Il cloro fa male alla pelle e ai capelli?
I THM nell'acqua sono pericolosi?
Qual è la differenza tra cloro libero e clorammine?
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