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Qualità dell'acqua 8 min di lettura·

Cloro nell'acqua del rubinetto: fa davvero male? Come eliminarlo

Il cloro è aggiunto all'acqua potabile per distruggere la carica batterica e mantenerla sicura durante il tragitto dalle centrali di trattamento ai rubinetti. Questo è positivo. Il problema sono i sottoprodotti — i trialometani (THM) — che si formano quando il cloro reagisce con la materia organica. Ecco cosa sapere.

Risposta rapida

Il cloro nell'acqua italiana (0,05–0,3 mg/L) non è di per sé pericoloso. Il problema sono i trialometani (THM), sottoprodotti cancerogeni che si formano quando il cloro reagisce con la materia organica. Il carbone attivo elimina il cloro libero efficacemente (>99%). Attenzione per chi abita a Roma: l'acqua usa clorammine, non cloro libero, e richiede carbone catalitico o osmosi inversa per la rimozione.

Concentrazioni tipiche di cloro nell'acqua (mg/L)

Acquedotto italiano (rubinetto)
0,05–0,3
Linea guida OMS (massimo)
5,0
Piscina (tipico)
1,0–2,0

L'acqua del rubinetto italiano ha concentrazioni di cloro da 17 a 100 volte inferiori alla piscina.

1. Perché si aggiunge cloro all'acqua potabile

La clorazione dell'acqua potabile è una delle più grandi conquiste di salute pubblica del '900. Prima della diffusione della disinfezione con cloro (primi anni del Novecento), colera, febbre tifoide e dissenteria erano epidemie comuni nelle città italiane.

Il cloro svolge due funzioni: disinfezione primaria (uccide batteri, virus e protozoi nella centrale di trattamento) e cloro residuo (mantiene l'acqua sicura durante il trasporto nella rete idrica fino al rubinetto). La quantità di cloro aggiunta è calibrata per lasciare al rubinetto una concentrazione residua minima di almeno 0,05 mg/L (come impone il D.Lgs. 18/2023).

In Italia, la concentrazione tipica al rubinetto oscilla tra 0,05 mg/L (città con rete corta o acqua di ottima qualità) e 0,3 mg/L (città con rete lunga o acqua con più carica organica). Il limite massimo è 0,5 mg/L secondo il D.Lgs. 18/2023, e la linea guida OMS è 5 mg/L — valori molto superiori a quelli normalmente presenti.

2. I trialometani (THM): il vero problema

Il cloro stesso ai livelli presenti nell'acqua potabile non è considerato un rischio per la salute. Il problema sono i suoi sottoprodotti di disinfezione — in particolare i trialometani (THM). I THM si formano quando il cloro reagisce con la materia organica naturale presente nell'acqua (acidi umici e fulvici, derivati dalla decomposizione di vegetali).

I quattro THM principali sono: cloroformio (CHCl₃), bromodiclorometano, dibromoclorometano e bromoformio. Il cloroformio è il più abbondante e l'IARC lo ha classificato come possibile cancerogeno (Gruppo 2B).

Limiti normativi per i THM (trialometani totali)

D.Lgs. 18/2023 (Italia, recepisce Direttiva UE)100 µg/L
OMS (linea guida)100 µg/L
EPA USA (limite)80 µg/L
Acqua italiana (media nazionale, ISPRA 2022)~15–30 µg/L

L'acqua italiana è generalmente ben al di sotto dei limiti per i THM. Tuttavia, alcune reti — specialmente nel sud dove l'acqua ha maggior contenuto organico e percorre distanze maggiori — possono avvicinarsi a valori più elevati nei mesi estivi, quando la temperatura alta accelera la formazione dei sottoprodotti.

3. Il caso Roma: le clorammine

Roma è un caso a parte. ACEA, il gestore idrico della capitale, utilizza in molte zone della rete le clorammine (combinazione di cloro e ammoniaca) come disinfettante residuo, invece del cloro libero. Questa scelta è deliberata: le clorammine formano meno THM, sono più stabili nella rete lunga e dispersa di Roma, e mantengono la disinfezione anche nelle aree periferiche della città.

Importante per i romani: il carbone attivo non basta

Il carbone attivo tradizionale rimuove efficacemente il cloro libero, ma non le clorammine. Per rimuovere le clorammine con carbone attivo è necessario carbone catalitico (Catalytic Activated Carbon / Centaur), oppure un sistema a osmosi inversa che include sempre questo stadio. Se sei a Roma e vuoi filtrare l'acqua, assicurati che il sistema scelto sia specificamente progettato per le clorammine.

4. Perché alcune acque sanno di cloro e altre no

L'odore di cloro dell'acqua non dipende solo dalla quantità di cloro libero, ma soprattutto dalla formazione di clorammine organiche — composti che si formano quando il cloro residuo reagisce con micro-contaminanti organici. Questi composti hanno una soglia olfattiva molto bassa (si avvertono anche a 0,02 mg/L) e danno l'odore tipico di "piscina".

Acque che percorrono reti molto lunghe o che arrivano dopo serbatoi di stoccaggio tendono ad avere odori più marcati anche a parità di concentrazione di cloro, perché il tempo di contatto aumenta le reazioni chimiche secondarie.

5. Come eliminare il cloro dall'acqua di casa

Metodo Cloro libero Clorammine THM
Carbone attivo granulare (GAC) >99% Scarsa Parziale
Carbone catalitico (Centaur) >99% >95% Parziale
Osmosi inversa (con carbone pre-filtro) >99% >95% >90%
Bollitura Alta Parziale Aumenta
Lasciare riposare (degasazione) ~50-80% No No

Per la sola problematica cloro/odore, un buon filtro a carbone attivo sottopiano è sufficiente e ha costi molto contenuti (filtro da 50–150€, sostituzione cartucce ogni 6 mesi). Se invece vuoi una filtrazione completa che rimuova anche THM, microplastiche, nitrati e altri contaminanti, un sistema a osmosi inversa è la scelta più completa.

Domande frequenti

L'acqua di Roma ha le clorammine? Come le elimino?
Sì. ACEA usa clorammine in molte zone di Roma. Il carbone attivo standard non le rimuove: serve carbone catalitico (Centaur) o un sistema a osmosi inversa completo.
Lasciare l'acqua riposare in caraffa elimina il cloro?
Parzialmente. Il cloro libero si disperde per degasazione naturale in 30-60 minuti in caraffa aperta (50-80% rimosso). Non funziona per clorammine, THM o altri contaminanti chimici.
Il cloro fa male alla pelle e ai capelli?
Il cloro del rubinetto (0,05-0,3 mg/L) è molto meno concentrato di quello delle piscine (1-2 mg/L). Per pelle secca e capelli opachi, il calcare (acqua dura) è solitamente la causa principale, più che il cloro.
I THM nell'acqua sono pericolosi?
I THM totali nell'acqua italiana sono mediamente 15-30 µg/L, ben sotto il limite EU di 100 µg/L. Il cloroformio è classificato IARC come possibile cancerogeno (Gruppo 2B). L'esposizione cronica è il fattore di rischio, non l'esposizione occasionale. Il carbone attivo e l'osmosi inversa li riducono significativamente.
Qual è la differenza tra cloro libero e clorammine?
Il cloro libero (Cl₂) è l'agente classico: volatile, forte odore, eliminato dal carbone attivo standard. Le clorammine (NH₂Cl) sono più stabili, meno volatili, formano meno THM, ma non si eliminano col carbone normale — servono carbone catalitico o osmosi inversa.

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