Cloro nell'acqua del rubinetto: fa davvero male? Come eliminarlo
Il cloro è aggiunto all'acqua potabile per distruggerela carica batterica e mantenerla sicura durante il tragitto dalle centrali di trattamento ai rubinetti. Questo è positivo. Il problema sono i sottoprodotti — i trialometani (THM) — che si formano quando il cloro reagisce con la materia organica. Ecco cosa sapere.
Concentrazioni tipiche di cloro nell'acqua (mg/L)
L'acqua del rubinetto italiano ha concentrazioni di cloro da 17 a 100 volte inferiori alla piscina.
1. Perché si aggiunge cloro all'acqua potabile
La clorazione dell'acqua potabile è una delle più grandi conquiste di salute pubblica del '900. Prima della diffusione della disinfezione con cloro (primi anni del Novecento), colera, febbre tifoide e dissenteria erano epidemie comuni nelle città italiane.
Il cloro svolge due funzioni: disinfezione primaria (uccide batteri, virus e protozoi nella centrale di trattamento) e cloro residuo (mantiene l'acqua sicura durante il trasporto nella rete idrica fino al rubinetto). La quantità di cloro aggiunta è calibrata per lasciare al rubinetto una concentrazione residua minima di almeno 0,05 mg/L (come impone il D.Lgs. 18/2023).
In Italia, la concentrazione tipica al rubinetto oscilla tra 0,05 mg/L (città con rete corta o acqua di ottima qualità) e 0,3 mg/L (città con rete lunga o acqua con più carica organica). Il limite massimo è 0,5 mg/L secondo il D.Lgs. 18/2023, e la linea guida OMS è 5 mg/L — valori molto superiori a quelli normalmente presenti.
2. I trialometani (THM): il vero problema
Il cloro stesso ai livelli presenti nell'acqua potabile non è considerato un rischio per la salute. Il problema sono i suoi sottoprodotti di disinfezione — in particolare i trialometani (THM). I THM si formano quando il cloro reagisce con la materia organica naturale presente nell'acqua (acidi umici e fulvici, derivati dalla decomposizione di vegetali).
I quattro THM principali sono: cloroformio (CHCl₃), bromodiclorometano, dibromoclorometano e bromoformio. Il cloroformio è il più abbondante e l'IARC lo ha classificato come possibile cancerogeno (Gruppo 2B).
Limiti normativi per i THM (trialometani totali)
L'acqua italiana è generalmente ben al di sotto dei limiti per i THM. Tuttavia, alcune reti — specialmente nel sud dove l'acqua ha maggior contenuto organico e percorre distanze maggiori — possono avvicinarsi a valori più elevati nei mesi estivi, quando la temperatura alta accelera la formazione dei sottoprodotti.
3. Il caso Roma: le clorammine
Roma è un caso a parte. ACEA, il gestore idrico della capitale, utilizza in molte zone della rete le clorammine (combinazione di cloro e ammoniaca) come disinfettante residuo, invece del cloro libero. Questa scelta è deliberata: le clorammine formano meno THM, sono più stabili nella rete lunga e dispersa di Roma, e mantengono la disinfezione anche nelle aree periferiche della città.
Importante per i romani: il carbone attivo non basta
Il carbone attivo tradizionale rimuove efficacemente il cloro libero, ma non le clorammine. Per rimuovere le clorammine con carbone attivo è necessario carbone catalitico (Catalytic Activated Carbon / Centaur), oppure un sistema a osmosi inversa che include sempre questo stadio. Se sei a Roma e vuoi filtrare l'acqua, assicurati che il sistema scelto sia specificamente progettato per le clorammine.
4. Perché alcune acque sanno di cloro e altre no
L'odore di cloro dell'acqua non dipende solo dalla quantità di cloro libero, ma soprattutto dalla formazione di clorammine organiche — composti che si formano quando il cloro residuo reagisce con micro-contaminanti organici. Questi composti hanno una soglia olfattiva molto bassa (si avvertono anche a 0,02 mg/L) e danno l'odore tipico di "piscina".
Acque che percorrono reti molto lunghe o che arrivano dopo serbatoi di stoccaggio tendono ad avere odori più marcati anche a parità di concentrazione di cloro, perché il tempo di contatto aumenta le reazioni chimiche secondarie.
5. Come eliminare il cloro dall'acqua di casa
| Metodo | Cloro libero | Clorammine | THM |
|---|---|---|---|
| Carbone attivo granulare (GAC) | >99% | Scarsa | Parziale |
| Carbone catalitico (Centaur) | >99% | >95% | Parziale |
| Osmosi inversa (con carbone pre-filtro) | >99% | >95% | >90% |
| Bollitura | Alta | Parziale | Aumenta |
| Lasciare riposare (degasazione) | ~50-80% | No | No |
Per la sola problematica cloro/odore, un buon filtro a carbone attivo sottopiano è sufficiente e ha costi molto contenuti (filtro da 50–150€, sostituzione cartucce ogni 6 mesi). Se invece vuoi una filtrazione completa che rimuova anche THM, microplastiche, nitrati e altri contaminanti, un sistema a osmosi inversa è la scelta più completa.
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